
Liceo Scientifico Statale "Arturo Tosi"
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Alle vicende burocratiche si accompagnarono ben presto quelle della struttura edilizia. Nato nell'edificio di via Carducci, il Liceo Scientifico fu trasferito nell'anno scolastico 1947/48 in uno stabile privato di via Roma, preso in affitto dal Comune, per poi ritornare in via Carducci al termine dei lavori di ampliamento ivi effettuati.
Nel frattempo, accanto alla sezione A, cominciò a sorgere una sezione B,che a poco a poco si completò. Trascorsero così gli anni '50 e si giunse agli anni '60, che alla sezione B videro aggregarsi nuove sezioni, le quali realizzavano via via il loro completamento.
L'aumento delle sezioni, naturalmente, cominciava a fare avvertire il problema dell'insufficienza degli spazi. Si iniziò negli anni 1965-68 ad usufruire di qualche aula del vicino centro culturale "Sedes Sapientiae", ubicato in via Pozzi, a pochi passi dalla via Carducci e di qualche locale dell'Orfanotrofio, sito in via Miani, leggermente più spostato rispetto alla sede centrale, ma sempre raggiungibile nel giro di qualche minuto a piedi.
Fu poi la volta dell'Oratorio S.Luigi e della Villa Cerana, due vere e proprie sedi succursali, in cui si dovettero collocare diverse classi di una scuola che ormai cresceva con ritmo incalzante, facendo avvertire l'esigenza di nuove strutture. L'oratorio S.Luigi si trova in via Miani, la Villa Cerana in via I Maggio: la distanza non era grande , ma le classi dislocate erano piuttosto numerose e il pendolarismo degli insegnanti, che dovevano spostarsi tra un'ora e l'altra, secondo le varie discipline di insegnamento , cominciava a far sentire le proprie conseguenze , creando tempi morti, problemi di ordine disciplinare nei momenti di attesa, sottrazione di tempo allo svolgimento delle lezioni. Questa situazione interessò soprattutto gli anni '70 (particolarmente il periodo 1975-80),diventando sempre più insopportabile, sia perché il disagio veniva giustamente denunciato da alunni, genitori, docenti, sia perché la limitatezza degli spazi (soprattutto a Villa Cerana) di fronte alle esigenze di un'utenza, sempre crescente, imponeva la ricerca di una soluzione diversa, anche se naturalmente provvisoria, mentre nel contempo si premeva in vari modi sull'Amministrazione Provinciale per la realizzazione di una nuova sede .
La contestazione da parte degli studenti assunse toni anche fermi e sfociò in manifestazioni di vario genere (cortei, richiesta di udienza alle autorità competenti, occupazione dell'edificio della sede centrale di via Carducci).La soluzione, dopo le manifestazioni studentesche e i ripetuti incontri tra la presidenza, il distretto scolastico e le autorità comunali e provinciali, fu il reperimento di numerose aule nel grosso complesso dell'Oratorio S.Filippo, in via Calatafimi, in aggiunta alle aule ancora tenute in affitto presso l'Oratorio S.Luigi.
Intanto, però, le cose maturavano: l'Amministrazione Provinciale e l'Amministrazione Comunale procedevano al reperimento del terreno su cui costruire il nuovo edificio e ad affidare la progettazione dell'edificio stesso. I lavori per la costruzione del nuovo complesso scolastico ebbero finalmente inizio e, dopo la loro ultimazione, si procedette in tempi brevi (nell'estate del 1984) al trasloco.
L'anno scolastico 1984/85 vide il funzionamento del nuovo edificio, ormai quasi completo. "Quasi", perché, a dire il vero, non tutte le attività essenziali potevano esservi espletate in maniera adeguata: l'educazione fisica, ad esempio, non poteva svolgersi in modo regolare, poiché mancava la palestra, che fu portata a compimento solo nel 1987, e non ancora in proporzioni corrispondenti alle necessità della nostra popolazione scolastica.
Per due anni, ad ogni modo, nonostante difficoltà e carenze, si poté svolgere l'attività scolastica nella nuova sede, tranne che per l'educazione fisica, per la quale gli alunni erano costretti a spostarsi altrove; ma, con l'anno scolastico 1986/87, anche la nuova sede risultò insufficiente e si dovette procedere alla collocazione di alcune classi in una nuova succursale: questa volta a Villa Calcaterra, in via Magenta.
Ci si chiederà come mai, a due anni dall'inizio del suo funzionamento, la nuova sede già risultasse insufficiente. I fattori che spiegano la situazione sono complessi: al di là della appetibilità del corso di studi proprio del Liceo Scientifico e dello sviluppo delle sperimentazioni, con conseguente accresciuta esigenza di spazi, è da tenere in considerazione il gravitare su Busto Arsizio di bacini d'utenza limitrofi e di distretti finitimi, che da sempre hanno trovato in Busto il punto di sbocco naturale dei loro collegamenti ferroviari e delle loro linee di trasporto.
In particolare dal distretto di Castano Primo sono sempre affluiti alunni, per i quali le ferrovie Nord costituivano la linea di raccordo più razionale; solo dall'anno scolastico 1987/88 a Castano Primo le autorità competenti hanno dato l'avvio ad una sezione di Liceo Scientifico, che doveva alleggerire il flusso verso il nostro Istituto.
Nell'anno scolastico 1988/89 il Liceo Scientifico ha raggiunto il suo momento di maggiore espansione con 1096 alunni, ripartiti in 49 classi. Nel 1989/90 si è verificato un leggero calo dell'utenza, con 1074 iscritti, rimanendo invariato il numero delle classi. I docenti sono stati 94, il personale non insegnante è risultato di 19 unità.
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